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In attesa della cittadinanza:
ingresso e soggiorno in Italia

Aggiornato: maggio 2010

- Permessi di soggiorno

- Permesso di soggiorno per motivo di attesa della cittadinanza

- Rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno in Trentino

- Lavorare in Italia

- Permesso di soggiorno per i familiari

 

 

Chi attende che sia definito il procedimento di cittadinanza può trasferirsi in Italia e avere un'autorizzazione al soggiorno.

Chi ha intenzione di acquisire la cittadinanza italiana e abita in Italia, può fare domanda presso il Comune italiano in cui si risiede.

In Italia si può fare ingresso e soggiornare alle condizioni previste dalla legge, diverse per cittadini comunitari e per cittadini non comunitari.

I cittadini degli stati che fanno parte dell'Unione Europea e i loro familiari (qualunque sia la loro cittadinanza) possono circolare liberamente nello Stato italiano, con il solo limite della pubblica sicurezza, e soggiornare alle condizioni previste dalle norme comunitarie e contenute nel decreto legislativo 6 febbraio 2007 n. 30.

I cittadini degli stati che non fanno parte dell'Unione Europea possono fare ingresso e soggiornare in Italia alle condizioni stabilite principalmente nel decreto legislativo del 25 luglio 1998 n. 286 e nel regolamento di attuazione, decreto del Presidente della Repubblica del 31 agosto 1999 n. 394.

Informazioni utili sulle diverse modalità d’ingresso e soggiorno in Italia si possono trovare presso il Centro Informativo dell’Immigrazione della Provincia Autonoma di Trento.

Fra i diversi tipi di permessi di soggiorno previste dalla legge, ricordiamo i seguenti:

  1. per lavoro subordinato, che presuppone una richiesta del datore di lavoro alla Direzione provinciale del Lavoro o, in Trentino, al Servizio Lavoro della Provincia Autonoma di Trento ad assumere il lavoratore o la lavoratrice di cittadinanza non comunitaria (si vedano le informazioni fornite dalla Provincia Autonoma di Trento, servizio CINFORMI).
    L’autorizzazione può essere data nei limiti delle quote stabilite annualmente dal Governo.
    Non ci sono limiti predefiniti, invece, per ottenere l'autorizzazione all'esercizio di alcune attività, quali: dirigenti o personale altamente specializzato, lettori universitari di scambio o di madre lingua; professori universitari, traduttori e interpreti; collaboratori familiari al seguito di cittadini italiani o comunitari che si trasferiscono in Italia, tirocinio professionale, lavoratori alle dipendenze di organizzazioni o imprese straniere operanti nel territorio italiano, lavoratori marittimi, lavoratori dipendenti temporaneamente trasferiti dall'estero dalle imprese per cui lavorano, lavoratori occupati presso circhi o spettacoli viaggianti all'estero, personale artistico e tecnico per spettacoli lirici, teatrali, concertistici o di balletto, ballerini, artisti e musicisti da impiegare presso locali di intrattenimento, artisti da impiegare da enti musicali teatrali o cinematografici o da imprese radiofoniche o televisive, pubbliche o private, o da enti pubblici, nell'ambito di manifestazioni culturali o folcloristiche,sportivi professionisti presso società sportive italiane, giornalisti corrispondenti ufficialmente accreditati in Italia e dipendenti di enti stranieri; studenti o lavoratori nell'ambito di programmi di scambi di giovani o di mobilità di giovani o sono persone collocate "alla pari", infermieri professionali.
  2. per studio, documentando di essere iscritti ad un corso di studio in Italia;
  3. per famiglia, se si convive con il/la coniuge o i figli stranieri.
  4. Carta di soggiorno, per i familiari non comunitari di cittadini comunitari
  5. per motivo di breve soggiorno, fino a 90 giorni (turismo, affari, visita a familiari, etc...) se si fa ingresso in Italia con un visto rilasciato dall'autorità consolare italiana per tale motivo o senza alcun visto, per gli stati che ne sono esenti.

La legge prevede che chi è in attesa dell’acquisto della cittadinanza può ottenere un permesso che lo/la autorizza a soggiornare fino al termine del procedimento (art. 11 decreto del Presidente della Repubblica del 31 agosto 1999 n. 394).

Per ottenere il permesso di soggiorno per motivo di attesa della cittadinanza, è necessario:

  1. essere già autorizzati a permanere in Italia con altro permesso di soggiorno, anche di breve periodo (ad esempio, con un'attestazione di soggiorno per motivo di turismo, valida per 90 giorni),
  2. iscriversi nel registro delle persone residenti nel Comune italiano in cui si abita e si intende soggiornare in futuro e lì presentare la dichiarazione di elezione della cittadinanza italiana ai sensi della legge n. 370 del 14.12.2000 (per chi entra con visto per breve soggiorno o senza visto, il Ministero ha precisato che l'iscrizione di residenza può essere accolta, si veda la circolare del Ministero dell'Interno del 13.6.2007), oppure
  3. dimostrare di avere iniziato il procedimento di acquisto della cittadinanza in Italia o all’estero con una dichiarazione dell'autorità consolare italiana,
  4. avere un’alloggio in Italia per il tempo che si intende rimanere,
  5. avere mezzi economici sufficienti per mantenersi.

La legge afferma chiaramente che i titolare del permesso per motivo di attesa della cittadinanza hanno l’obbligo di iscriversi (gratuitamente) al Servizio Sanitario Nazionale (art. 34 c. 1 lettera b del decreto legislativo n. 286/98).

 

Rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno in Trentino

Il permesso di soggiorno per motivo di attesa della cittadinanza è rilasciato e rinnovato dalla Questura di Trento, Ufficio Stranieri, viale Verona 187 - 38100 Trento telefono: 0461899511 - fax: 0461899777, ufficio responsabile del procedimento.
La domanda si fa attraverso la Posta e si può preparare con l'assistenza gratuita della Provincia Autonoma di Trento, ufficio CINFORMI, in via Zambra 11 a Trento o ai patronati.
E' necessario fare due versamenti di denaro alla Posta, di euro 27,50 e euro 30,00.
Per la domanda, si devono presentare i seguenti documenti:
- fotocopia del passaporto (tutte le pagine)
- permesso di soggiorno scaduto (in caso di rinnovo);
- ricevuta postale del pagamento di euro 27,50;
- dichiarazione rilasciata dal Comune di residenza o dall'autorità consolare italiana in cui si afferma che è iniziato il procedimento di concessione o riconoscimento della cittadinanza italiana;
- marca da bollo da euro 14,62 (si acquista nei negozi che vendono tabacchi e valori bollati e espongono l'insegna "T")

Successivamente, la Questura contatta il/la richiedente e fissa un appuntamento per la registrazione dei dati personali. Si dovranno consegnare quattro fotografie in formato tessera e mostrare il passaporto e la ricevuta postale della domanda del permesso di soggiorno.

Una volta ricevuto il permesso e dopo ogni rinnovo, è necessario recarsi al Comune in cui si abita per rinnovare la registrazione della residenza con i seguenti documenti: passaporto e permesso di soggiorno

Lavorare in Italia

Si è ammessi a lavorare con un permesso di soggiorno rilasciato per motivo di lavoro (anche stagionale), famiglia, studio (solo lavoro stagionale o part-time), o un permesso di soggiorno permanente. Questi permessi sono rilasciati in seguito a entrata in Italia con un visto rilasciato dai Consolati italiani all'estero. Non vi sono norme che prevedono in maniera esplicita che il permesso di soggiorno per motivo di attesa della cittadinanza autorizza a svolgere attività lavorativa. Per conseguenza, l’atteggiamento degli uffici competenti per il lavoro è mutevole e diversificato nelle diverse zone d’Italia. Vi sono quindi province in Italia dove le autorità ammetto senz'altro al lavoro le persone che sono in possesso di questo tipo di permesso di soggiorno e altre in cui invece non si è ammessi a svolgere attività lavorativa. In Trentino, le autorità hanno dapprima ammesso a lavorare le persone con permesso di soggiorno per motivo di cittadinanza e poi non più, dall'inizio del 2008

L’Associazione Trentini nel Mondo ritiene che non sia accettabile alcun divieto a svolgere attività lavorativa da parte delle autorità amministrative in alcune province nei confronti delle persone in attesa della cittadinanza italiana. Tale divieto non ha un fondamento nella legge e rende insostenibile il soggiorno in Italia dei discendenti di emigrati, a fronte della lunghissima durata dei procedimenti di acquisto della cittadinanza italiana in molti casi (in particolare, per i discendenti di emigrati dal Trenitno e altri territori prima del 1920, in base alla legge n. 379/2000).

E' da ricordare che l'acquisto della cittadinanza avrà effetto retroattivo al momento iniziale del procedimento, alla data della presentazione della dichiarazione di elezione della cittadinanza italiana (legge 379/2000) o, per i discendenti di emigrati cittadini italiani, dalla data di nascita. Pertanto i rapporti di lavoro eventualmente posti in essere dai cittadini successivamente alla data della dichiarazione, anche qualora ritenuti non autorizzati, risulterebbero essere avvenuti con lavoratori italiani e pertanto sanati. L’eventuale contestazione dell’irregolarità di questi rapporti di lavoro non può che essere sottoposta alla condizione che i lavoratori interessati non siano riconosciuti italiani al termine della procedura.

Queste ragioni sono state puntualmente rappresentate alle autorità competenti al Governo e al Parlamento italiani al fine di ottenere al più presto una soluzione di cui daremo tempestivamente notizia. Finora la risposta è stata negativa. L'Associazione Trentini nel Mondo potrà supporto a coloro che intenderanno tutelare la propria posizione per via giudiziale.

Permesso di soggiorno per i familiari

La legge non prevede esplicitamente il diritto del titolare di permesso di soggiorno per motivo di attesa della cittadinanza a ricongiungersi con i familiari. Pertanto, le autorità sono discordi nel riconoscere anche questo diritto e chi è in attesa della cittadinanza può incontrare notevoli difficoltà nelle varie zone italiane ed anche in Trentino.

L’Associazione Trentini nel Mondo è intervenuta più volte per chiarire con le autorità competenti che i titolari di permessi di soggiorno per motivo di attesa cittadinanza possono essere ammessi al lavoro e ha sostenuto i familiari al fine di ottenere un permesso di soggiorno di lungo periodo. Il tribunale e la Corte di Appello di Trento hanno riconosciuto il diritto di soggiorno dei familiari di chi attende il riconoscimento della cittadinanza (vedi la sentenza della Corte di Appello di Trento, sezione civile, n. 773 dell’8.11.2006 - documento PDF - apre in una nuova finestra). La Questura ha fatto ricorso per Cassazione e questa lo ha rigettato, affermando che il permesso per attesa della cittadinanza ha carattere sufficientemente stabile (Vedi la Corte di Cassazione, I sez. civile, senza n. 8582 del 4 marzo 2008) e sentenza del 29 maggio 2009 n. 12680 .

Avvisiamo quindi coloro che intendono immigrare in Italia in attesa della cittadinanza italiana che il permesso di soggiorno per motivi familiari deve essere rilasciato ai coniugi dei titolari di permessi di soggiorno per motivo di attesa cittadinanza in base ai principi affermati dalle sentenze richiamate. Tuttavia, potrebbero incontrarsi resistenze da parti di Questure che non intendono seguire quell'orientamento.