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Una sentenza che rende giustizia ai discendenti di emigrate trentine

 

cucek1Il 23 marzo è stata pubblicata la sentenza n° 6015/2016 emessa dal Tribunale civile di Roma in tema di cittadinanza, che è stata accolta con grande soddisfazione dall'Associazione Trentini nel mondo, poiché riconosce la fondatezza di una tesi da sempre sostenuta dall'Associazione, e cioè che la cittadinanza italiana può essere trasmessa anche per linea femminile ai discendenti di trentini emigrati prima del 1919.
È stato questo il tema al centro della conferenza stampa che si è svolta il 31 marzo presso la sede della Trentini nel mondo, alla quale hanno partecipato il presidente dell'Associazione, Alberto Tafner, l'avvocata Giovanna Frizzi ed Edvard Cucek.
La sentenza è frutto della «causa pilota» che la Trentini nel mondo ha avviato dopo che il Ministero degli Interni aveva respinto la domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana, presentata da Edvard Cucek in base alla legge 379/2000. Secondo la Trentini nel mondo quel diniego configurava la violazione di un diritto. Dopo quasi cinque anni dall'avvio della causa, è arrivata la sentenza del Tribunale di Roma che ha  dichiarato Edvard Cucek «cittadino italiano».

 


LA LEGGE 379. Nel 2000 fu approvata la legge 379, fortemente voluta dalla Trentini nel mondo. La legge, rimasta in vigore fino al 2010, consentiva ai discendenti degli emigrati partiti dal Trentino prima della fine della Prima Guerra Mondiale, cioè quando il Trentino faceva parte dell'Impero Austroungarico, di richiedere la cittadinanza italiana.

 

LA VICENDA DI EDVARD CUCEK. Dopo essere sopravvissuto alla terribile guerra in Jugoslavia, nel 2005 Edvard Cucek, cittadino bosniaco di origini trentine, si trasferisce in Trentino con la moglie Dijana, per costruirsi una nuova vita. Appena arrivato, presenta domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana in base alla legge 379, perché non voleva essere condannato a vivere come straniero nella terra dei suoi avi, voleva la parità dei diritti per sé e la sua famiglia e il riconoscimento morale di essere trentino e italiano. Per poter presentare la domanda aveva ricostruito la sua discendenza a partire dal bisnonno Vittorio Emanuele Dal Sasso, emigrato da Roncegno in Bosnia Erzegovina nel 1883. La figlia Chiara Dal Sasso aveva poi dato alla luce Josip Cucek, padre di Edvard. Secondo il Ministero dell'Interno, però, questa discendenza per linea femminile non consentiva ad Edvard Cucek di richiedere la cittadinanza italiana. La risposta negativa arriva nel 2012. La Trentini nel mondo decide di opporsi e di portare la vicenda in tribunale e affida l'incarico alle avvocate Lara Olivetti, da anni consulente legale per l'associazione proprio in tema di cittadinanza, e Giovanna Frizzi.


LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI ROMA. Dopo due anni di processo, nel 2014 il Tribunale di Trento rinvia la decisione a quello di Roma. Per Cucek riparte la sarabanda burocratica con nuove carte, notifiche, atti e contro-atti, fino alla sentenza dell'11 marzo 2016, pubblicata il 23 marzo, con la quale si stabilisce che la cittadinanza italiana spetta anche ai discendenti delle donne emigrate dal Trentino. È una sentenza importante perché ha risolto per la prima volta un problema che riguarda tutti i discendenti di emigrati trentini - o meglio, di emigrate trentine. La speranza oggi è che una simile vicenda non si ripeta per altre persone di origine trentina, discendenti di donne emigrate, che potranno fare riferimento a questa sentenza per avere giustizia in modo più certo e rapido.

 

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