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Emigrati trentini discriminati grazie all’Autonomia speciale

 

Mentre nel resto d’Italia la principale abitazione di proprietà viene considerata “prima casa” ai fini dell’IMU, in Trentino la legge provinciale demanda ai Comuni la decisione in merito all’equiparazione. L’Associazione Trentini nel mondo chiede che in fase di stesura del regolamento per la disciplina dell’imposta, venga riconosciuta per tutti gli emigranti trentini la parità di trattamento fiscale con i loro concittadini residenti o per lo meno la parità di trattamento con gli emigrati dalle altre regioni italiane

 

Con la recente introduzione della nuova imposta immobiliare semplice (IM.I.S.) la Provincia Autonoma di Trento ha anche introdotto una evidente disparità di trattamento, in senso peggiorativo, nei confronti degli emigrati trentini rispetto agli emigrati del resto d’Italia.

Il decreto legge del Governo nazionale 28 marzo 2014 n. 47, convertito in legge il 23 maggio 2014 n. 80 dal titolo “Misure urgenti per l’emergenza abitativa” ha introdotto infatti alcune novità fiscali a favore degli italiani residenti all’estero. In particolare la legge dello Stato all’articolo 9bis per gli italiani iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE) già pensionati nei rispettivi paesi di residenza, prevede l’applicazione dell’IMU come prima casa e la riduzione TARI e TASI sull’abitazione principale posseduta in Italia.

In pratica l’emigrato che possiede una casa nel paese di origine e la utilizza per sé e la propria famiglia, riceve un trattamento fiscale identico a quello dei suoi compaesani residenti.

In base all’art. 80 dello Statuto d’Autonomia, la Provincia Autonoma di Trento ha però facoltà di legiferare rispetto alle imposte immobiliari, superando così la normativa statale.

Nella Provincia Autonoma di Trento quindi si applica la legge provinciale del 30 dicembre 2014 n. 14 che introduce al posto di IMU, TARI e TASI la cosiddetta IMIS.

La legge provinciale prevede che l’equiparazione a prima casa dell’abitazione di proprietà del pensionato emigrato sia facoltativa e a discrezione dei singoli Comuni.

Secondo la legge provinciale, il Comune è tenuto ad adottare un regolamento per la disciplina dell’IMIS e al «punto d» dell’articolo 8, si specifica che detto il regolamento può «considerare direttamente adibita ad abitazione principale una e una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all’anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d’uso».

Stupisce e amareggia constatare che nel varare la legge 30 dicembre 2014 n. 14 la Provincia Autonoma di Trento non abbia tenuto conto di quanto previsto dalla legge nazionale e non abbia inserito questi immobili fra quelli assimilati ad abitazione principale ai sensi del comma 2b dell’articolo 5.

Questa disparità di trattamento rispetto a quanto avviene nel resto d’Italia non ha solo un effetto penalizzante sul piano economico, che si traduce in un’aliquota tripla o quadrupla rispetto a quella riservata all’abitazione principale ma riveste un valore simbolico di grande impatto. Il messaggio che riceve l’emigrante trentino è infatti: “tu non sei uno di noi”. Così chi ha dovuto lasciare il proprio paese per lavorare all’estero, lasciando spazio e inviando risorse a chi rimaneva, contribuendo così allo sviluppo del Trentino di oggi, si vede ora trattato alla stregua di un turista.

L’Associazione Trentini nel mondo chiede quindi a tutti i Comuni che in fase di stesura del regolamento per la disciplina dell’IMIS venga riconosciuta per tutti gli emigranti trentini la parità di trattamento fiscale con i loro concittadini residenti o per lo meno la parità di trattamento con gli emigrati dalle altre regioni italiane.

 

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