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La storia dimenticata dei bambini nascosti: il 3 marzo a Trento il docufilm che la racconta

 

 

 In Svizzera, nel secondo dopoguerra, la legge non prevedeva

il ricongiungimento famil

iare per i lavoratori stagionali:

di conseguenza, tra il 1950 e il 1980,

entrarono nel paese elvetico come clandestini dai 15 ai 30 mila bambini, figli di emigrati italiani.

È questo il tem

a approfondito nel docufilm «Non far rumore»

 

 

 

Martedì 3 marzo, alle ore 20, presso la Sala Conferenze della Fondazione Caritro in via Garibaldi 33 a Trento, sarà proiettato il docufilm «Non far rumore», che approfondisce un aspetto poco conosciuto dell’emigrazione italiana del secondo dopoguerra verso la Svizzera, un flusso che coinvolse oltre due milioni di connazionali.

 

Lo statuto del lavoratore stagionale, in vigore allora nel paese elvetico, non prevedeva il ricongiungimento familiare. Di fatto era vietato per i lavoratori emigranti portare i figli con sé. Fu così che tra il 1950 e il 1980 entrarono in Svizzera come clandestini dai 15 ai 30 mila bambini.

Hanno vissuto nascosti, senza poter andare a scuola, uscire e giocare. Bambini spesso chiusi nella parte più nascosta della casa, con la raccomandazione di non farsi sentire dai vicini. Se fossero stati scoperti, la pena sarebbe stata l’espulsione per la famiglia.

Su questa vicenda Alessandra Rossi, con il regista Mario Maellaro, ha realizzato un intenso e toccante docufilm nel quale a parlare sono proprio quei bambini oggi adulti che però portano ancora dentro di sé i segni di una ferita mai rimarginata.

 

La serata organizzata dalla Trentini nel mondo si propone come un’occasione per conoscere «la storia dimenticata dei bambini nascosti» e per riflettere su come hanno vissuto e vivono la loro infanzia i bambini figli di emigranti.

 

Alla proiezione seguiranno gli interventi di Alessandra Rossi, autrice del docufilm, di Toni Ricciardi, storico delle migrazioni all’Università di Ginevra, e di Francesca Decimo, docente di «Sociologia delle migrazioni» all’Università di Trento. Il dibattito, aperto anche alla partecipazione del pubblico, sarà moderato da Maurizio Tomasi, direttore responsabile del periodico «Trentini nel mondo».

 

Guarda il Trailer

 

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