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La doppia cittadinanza

Ogni stato può attribuire la propria cittadinanza in base ai principi che ritiene più opportuni. Per conseguenza, una stessa persona che ha legami con più stati può essere cittadino di più stati contemporaneamente. Ad esempio, è cittadina italiana e, allo stesso tempo, statunitense, la persona che nasce da genitori italiani nel territorio degli Stati Uniti. Questo perché lo Stato italiano riconosce cittadini coloro che ovunque nascono da cittadini italiani, mentre gli Stati Uniti riconoscono automaticamente cittadini coloro che nascono sul territorio statunitense.

Dal 16 agosto 1992, con l’entrata in vigore della legge n. 91/1992, chi acquista la cittadinanza di uno stato diverso dall’Italia non perde la cittadinanza italiana se non vi rinuncia espressamente (a meno che la legge dello stato straniero non preveda l’automatica perdita della cittadinanza italiana). Ma ci sono delle eccezioni, riportate nel paragrafo "La cittadinanza: come si perde?".

Ma, in passato, l'ordinamento italiano era fondato su un principio di sfavore per la doppia cittadinanza e, per alcuni casi, sono state considerate ancora valide da alcuni Consolati e Comuni italiani.

Si tratta dei figli di emigrati italiani, nati all’estero fra il 27 aprile 1965 e il 17.5.1967 che non hanno fatto una scelta espressa per la cittadinanza italiana nel periodo di transizione fra il vecchio ordinamento e il nuovo, entro il 31 dicembre 1997 (art. 5, legge 21 aprile 1983 n. 123 e art. 17 legge 91/1992). E’ necessario ricordare che il Ministero dell’Interno ha chiarito che queste norme non sono più valide e sono state superate dalla nuova legge sulla cittadinanza (parere del Ministero dell’Interno n. K28.1/1649 del 22 luglio 2002). Perciò le persone che si trovano nella suddetta situazione non hanno perso la cittadinanza italiana e hanno diritto di chiederne il riconoscimento in ogni momento, rivolgendosi al Consolato italiano per la zona in cui risiedono.

La persona con più cittadinanze è sottoposta alle leggi di più stati contemporaneamente. Ad esempio, il cittadino plurimo può essere obbligato a svolgere il servizio militare in più stati.

Le leggi di diritto internazionale privato di ciascuno stato determinano quale cittadinanza prevale e, per conseguenza, quale legge applicare nel caso concreto alla persona che si trova nel territorio italiano. In Italia la legge n. 218 del 31 maggio 1995 afferma che, se la persona ha più cittadinanze di cui una italiana, prevale quest’ultima e quindi si applicherà la legge italiana. Se invece la persona ha più cittadinanze, delle quali nessuna italiana, si considera prevalente la cittadinanza dello stato con cui la persona ha il collegamento più stretto (articolo 19), individuato nella legge in modo diverso a seconda della materia.