Il Consiglio dei Ministri italiano ha recentemente approvato un decreto-legge (n°36 del 28 marzo 2025) che introduce modifiche significative alla legge sulla cittadinanza italiana, in particolare per quanto riguarda il principio dello iure sanguinis. Le nuove regole sono state introdotte con l'intenzione di rafforzare il legame effettivo con l'Italia per i discendenti di cittadini italiani nati all'estero.
Ecco alcune delle principali novità:
- La cittadinanza automatica sarà riconosciuta solo per le prime due generazioni, ovvero per chi ha almeno un genitore o un nonno nato in Italia.
- I figli di italiani nati all'estero potranno acquisire la cittadinanza solo se nascono in Italia o se uno dei genitori ha risieduto in Italia per almeno due anni prima della loro nascita.
Resterà cittadino italiano chi in precedenza è già stato riconosciuto tale da un consolato, tribunale o comune e saranno processate con le precedenti regole le richieste di riconoscimento della cittadinanza italiana documentate e presentate entro le 23.59 (ora di Roma) del 27 marzo 2025
Il decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 marzo 2025 è stato presentato alle Camere per la conversione in legge. Questo è un passaggio obbligatorio per i decreti-legge, che devono essere convertiti in legge entro 60 giorni dalla loro pubblicazione per rimanere in vigore.
Durante il dibattito in parlamento, cosa può succedere:
- Discussione e Modifiche: Le Camere possono proporre emendamenti al testo del decreto. Questo significa che il contenuto potrebbe essere modificato, ampliato o ridotto in base alle discussioni parlamentari.
- Approvazione o Rigetto: Il decreto può essere approvato così com'è, con modifiche, o addirittura respinto. Se non viene approvato entro il termine dei 60 giorni, il decreto decade e perde efficacia.
- Dibattiti Politici: Essendo un tema sensibile, è probabile che ci siano dibattiti accesi tra i vari gruppi politici, con posizioni diverse sull'opportunità e i dettagli delle modifiche proposte.
- Coinvolgimento delle Commissioni: Prima di arrivare al voto in aula, il decreto potrebbe essere esaminato da commissioni parlamentari competenti, che forniranno pareri e suggerimenti.
Per approfondire l’informazione:
Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 121