20 aprile

Le prime 20 famiglie trentine lasciarono Trento salutate in piazza Dante dalle autorità locali, che credevano fermamente nel progetto, e seguite dalla stampa locale che dedicò molta attenzione all'avvio dell'accordo di emigrazione. Questo primo gruppo di famiglie selezionate aveva firmato un contratto davanti al notaio solo 2 giorni prima: il 17 aprile 1951. 18 famiglie erano accreditate come agricoltori, le altre due come lavoratori per la città.

 

8 famiglie provenivano dalla Val di Non, 7 dalla Val di Cembra, 2 dalla Val di Sole, una famiglia da Meano, una da Brentonico e una da Sabbionara d'Avio.

Le famiglie più numerose erano quelle di Amedeo Rizzoli e Antonio Dallaserra, con 13 componenti l'una. Come referente del gruppo fu indicata Liduina Bonani. Il più anziano dei “pionieri” è stato Silvestro Paris, di 72 anni, emigrato per seguire i figli nella nuova terra. Il più giovane era Franco, figlio di Liduina.

Dopo la benedizione di Monsignor Carlo de Ferrari, arcivescovo di Trento, i 153 trentini salirono sul treno diretti a Genova, prima tappa del lungo viaggio. Da qui poi avrebbero proseguito verso il Cile, imbarcandosi sull'Amerigo Vespucci. La rotta marina portò a raggiungere il Cile in 30 giorni di navigazione, attraversando il Canale di Panama.

Con loro viaggiò, riportando e scrivendo poi tutto in un formale rapporto, Maria Perazzoli, assistente sociale incaricata di supervisionare il viaggio e l'arrivo dei nuovi abitanti a La Vega Sur.

 

Giornale L'Adige del 19 aprile 1951 

Giornale l'Adige del 19 aprile 1951

 

Fonte: TRENTINOS - LARGO SURGO HACIA UN DESTINO

di Rodrigo Iribarren Aviles