Il 19 aprile 1951 da Giovo, Valle di Cembra, partirono per il Cile 4 gruppi famigliari con 29 componenti. 

La famiglia di RIZZOLI AMEDEO FEDERICO E  RIZZOLI STEFANIA con 11 figli:

 Albino (1929), Luciano (1930) Luigi (1932), Teresa (1933), Flora  (1935), Stefano (1937), Berta (1939), Elia (1941), Cecilia (1943) Marco (1946) Ida (1946)

La famiglia Rizzoli Amedeo Federico e Stefania alla partenza da Verla di Giovo

 

Stefano Rizzoli all'epoca aveva 13 anni, e così ricorda il momento della partenza: 

La partenza dal paese fu un avvenimento molto emozionante, che non dimenticherò mai. C' era una grande confusione e dimostrazione d'affetto da parte di parenti, amici e anche moltissimi paesani. C'era chi piangeva, chi sorrideva, c'erano le solite comari del paese che si davano un daffare come dovessero far tutto loro, ma che in fondo non combinavano nulla, chi diceva tornate presto, insomma un po' di tutto.

Ma quello che più mi impressionò, e mai più dimenticherò, fu il distacco dalla mia nonna paterna (nonna Albina): mi prese e mi strinse fortemente contro il suo grande grembiulone nero, ne pulito ne sporco, ma con quel odore famigliare tipico di lei, e mi disse con le lacrime agli  occhi: "Valá Stefen, ti sta chi con mi" e piangeva. Io nascosi il mio viso tra il suo grande grembiulone e in silenzio piansi intensamente, ma senza farmi vedere ne sentire da lei. Poi con uno scatto gagliardo, l'abbracciai e le dissi: "Nonna, ti assicuro che io tornerò a trovarti presto, vedrai," e così non pianse più, e mi rispose: "vederen vederen". Ma poi aggiunse, riferendosi per primo a suo marito morto sul fronte nella prima guerra mondiale, per secondo, alla partenza di 2 anni prima dello Zio Angelo per il Brasile, e ora, alla partenza di mio padre: "L'è el terz che sepeliso da vivo".  E infatti, qualche anno dopo (1954), morì per un infarto al cuore, forse per le tante pene sofferte, e così, come predisse lei, "SEPOLTI VIVI", non li avrebbe mai più rivisti.

 

Cartolina di Verla di Giovo degli anni '50 - dalla Collezione Bruno Delladio 

 

"...in quella corriera, quando siamo giunti all'ultima curva della strada verso valle, da dove non si sarebbe più visto il paese, i miei genitori gli diedero l'ultimo sguardo con gli occhi pieni di lacrime,

perché loro sapevano benissimo che quello sarebbe stato l'ultimo addio al luogo dove avevano vissuto i migliori anni della loro vita, dove avevano goduto, sofferto e amato.

Per loro fu un dramma e un immenso sacrificio, fu come spezzare la loro vita in due per avventurarsi in una vita nuova e sconosciuta..."