La cronaca del viaggio è scritta con scrupolo - riporta Mauro Lando nella sezione dedicata all'emigrazione in Cile del suo libro "trentino bollente" - ma anche con amore da Maria Perazzoli, l'assistente sociale incaricata dalla regione di seguire le famiglie dei coloni e curarne l'insediamento a La Serena. La sua missione iniziò il 18 aprile 1951 a Trento e finì il 12 settembre quando si imbarcò in Cile per tornare in Italia.

Nel suo libro Mauro Lando riporta stralci della relazione, di cui riproponiamo alcuni passaggi.

Il libro di Mauro Lando che dedica un capitolo a "l'operazione Cile"

 

E' un documento illuminante - scrive Lando - di prima mano, scritto con precisione, e "riservato" ed assolutamente inedito. si compone di nove pagine di una cinquantina di righe ciascuna. La relazione Perazzoli esordisce accennando alle operazioni di reclutamento: "ebbero un carattere assai accelerato (...) che ostacolarono abbastanza sensibilmente una più ponderata preparazione materiale e morale, anche per mancanza di molte notizie di natura pratica, inerenti all'ambiente climatico, economico e commerciale di cui gli organizzatori non erano perfettamente a conoscenza"

Parla poi della lunga traversata: "si strinsero fra famiglia e famiglia rapporti di buona amicizia; mi preoccupai particolarmente affinché si rafforzassero i vincoli di solidarietà e di collaborazione reciproca, facendo leva oltre che a puri sentimenti affettivi di spirito nazionalistico e regionalistico, a considerazioni di ordine pratico."

Finalmente si giunge a destinazione, alla baia di Coquimbo: "le operazioni di sbarco si svolsero a mezzo di chiatte, in una forma molto rapida e ordinata. Una folta schiera di autorità era presente all'arrivo (...) Parlò pure il presidente Gabriel Gonzales Videla che espresse che aveva voluto esser presente all'arrivo del primo gruppo di immigranti in Cile per manifestare in questo modo l'importanza che il suo governo attribuiva all'avvenimento."

L'arrivo e lo sbarco a Coquimbo in una foto tratta dal libro TRENTINOS Largo Surco Hacia un Destino 

 

Esaurita l'aria di festa dei primi giorni ci fu l'impatto con la realtà: "il contatto con la vera realtà fu aspro, perché troppo dolce era stata la sua idealizzazione, presto dovettero iniziare i lavori per la messa in coltura delle terre; ma la situazione di tutte le parcelle non era esattamente conforme a quanto era descritto nel progetto. Il sistema irriguo in metà dei poderi non era ultimato o mancava di adattamenti che richiedevano abilità ed impegno; il terreno in parte era frastagliato con alcune superfici paludose o rialzi abbastanza notevoli, coperto di vegetazione stepposa (...) gli attrezzi agricoli tardavano ad arrivare; si incontravano difficoltà per l'acquisto e la spedizione dei cavalli per i lavori più minuti e del trattore per il dissodamento; le case mancavano di luce elettrica e l'acqua non era potabile." (...) "In quanto a composizione della terra, il gruppo dalla parcella 12 alla parcella 17 offre ottime possibilità future, ma scarso rendimento immediato, perché la zona è satura di sale"

L'assistente sociale conclude la sua relazione passando in rassegna ciascuna famiglia, illustrandone le caratteristiche ed il grado di adattamento alla nuova esperienza. I giudizi sono in larga parte positivi.